Bici corsa vintage Viner

Viner azienda Toscana molto amata dai ciclisti che ha chiuso i battenti dopo 66 anni di attività nel 2013. La bici storica che stai vedendo risale al 1972.

Questa bici e’ tutta originale compresa la tinta. L’unica sostituzione il manubrio, il precedente proprietario aveva fatto mettere un manubrio da passeggio e i parafanghi che ovviamente sono stati tolti, riportando la bici alle origini grintose, pronta per una Eroica.

Componenti: Deragliatore anteriore Huret


Manubrio 3t Mod. Gran PrixSella Unicanitor


Mozzi Campagnolo
Pedivelle Nervar


Deragliatore posteriore Huret Svelto


Pinze freno Weinmann

Cerchi Nisi


Tubolari Vittoria

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Bici Storiche

Con la messa a punto di questa stupenda bici da corsa Viner apro una nuova categoria nel mio blog: “Bici storiche“.

E’ risaputo che informatica e mondo ciclistico sono passioni vicine grazie a Steve Jobs che nei lontani anni 80 ha usato un’italianissima Cinelli Supercorsa e nel nel 2007 a Parigi prima parlare subito di iTunes Store ad un convegno, Jobs ando’ alla stazione più vicina per testare il servizio di bici self-service. «Il computer è lo strumento più importante che abbiamo oggi. È come una bicicletta per la mente” disse Steve Jobs ed ancora: «La bicicletta è un prolungamento del corpo, come il computer». In effetti oggi possiamo pensare al nostro smart phone come un ampliamento alla nostra mente e pure la nostra bici un prolungamento del nostro corpo che ci permette di correre di piu’. Dietro alla semplicita’ del concetto di una bicicletta in realta’ si nasconde un mondo immenso, basta pensare che oggi i settori piu’ evoluti nello studio di componenti in carbonio sono l’ingegneria aeronautica e quello della costruzione di telai da bici da corsa. Grazie poi a raduni come Leroica la passione per le vecchie bici e’ diventato un fenomeno comune in tutto il mondo da spingere alcuni produttori a riproporre telai in acciaio. Io preferisco una vecchia bici in acciaio che una nuova in alluminio. Perche’? Provare per credere! Le vecchie bici di fascia medio alta non hanno nulla da che invidiare alla comuni bici moderne. Hanno un valore aggiunto che non si vede ma si sente quando pedaliamo e il telaio assorbe i difetti della strada.

Ora non mi resta che provare la mia vecchia Viner! A presto!

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Marocco Turiste Scandinave Uccise

Un pensiero in questi giorni prima di Natale alle escursioniste uccise ai piedi della montagna Toubkal della catena Alto Atlante in Marocco. Il Toubkal  con i suoi 4.167 metri e’ la montagna piu’ alta del nord d’Africa e molte persone sono richiamate da questo gigante. Avendo scalato il Toubkal non oso pensare alla voglia e allo spirito di queste ragazze di sentirsi libere di vedere l’orizzonte oltre i 4000 metri. Tanti sono i preparativi per scalare una montagna ma nessuno penserebbe a quello che e’ successo. Per un escursionista la montagna e’ casa, ovunque essa sia. Questo fa parte del mondo che non vogliamo, al terrore, alla limitazione di liberta’. Un pensiero anche agli abitanti accoglienti berberi di Imlil il villaggio da cui partono le escursioni che grazie alla montagna si stavano risollevando con il turismo.

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Khamlia Gnawa Music

Khamlia si trova nella parte sud-orientale del Marocco, 7 km a sud di Merzouga, nella provincia di Errachida. La città ha una popolazione di 390 abitanti di etnia gnawa e berbera ed è situata ai piedi delle dune di Erg Chebbi, porta del grande deserto del Sahara.

Il Gnawa di Khamlia ha avuto origine nell’Africa nera con una relazione stretta e di lunga data con il deserto. I loro antenati furono portati dall’Africa centrale e occidentale come schiavi, attraverso il deserto del Sahara in carovane arrivate nella parte sud-orientale del Marocco.

Dopo la loro emancipazione dalla schiavitù, sopravvissero come nomadi che si muovevano regolarmente alla ricerca di una terra favorevole per le loro mandrie. Intorno agli anni ’50 e ’60 hanno iniziato a stabilirsi con i nomadi berberi nelle città o nelle aree urbane in crescita. È così che è stata fondata Khamlia. Da allora le principali fonti di reddito sono l’agricoltura, l’allevamento del bestiame e ultimamente anche il turismo.

Le persone sono calde, gentili e rilassate e grazie alla loro cultura musicale, ai loro costumi sociali e alle loro tradizioni, svolgono un ruolo unico in Marocco.

 

La musica di Khamlia, nelle mani della tribù Gnawa, è l’essenza del luogo. La musica è leggendaria dai loro antenati, preservata dalla loro terra d’origine e ancora suonata in modo tradizionale.

Tu puoi sentire la loro musica nel mio video: Groupe des Bambaras

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A Night storm in the Desert

A Night storm in the Desert

Senza dubbio Dio e’ il miglior pittore e nonostante le nuvole hanno coperto il cielo stellato, abbiamo potutto godere di un evento raro, accolto e aspettato dai locali: la pioggia. Se la notte e’ stata buia, l’alba ha regalato uno spettacolo di colori unico.

Puoi vedere il video con il lampo nel deserto al seguente link: A Night in the Desert

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Inceneritore Barga – Pascoli si starà rivoltando nella tomba

“Dov’era l’ombra, or se la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: “Or vedo: era pur grande!”

Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: “Or vedo: era pur buona!”

Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.” La quercia caduta – Giovanni Pascoli

Giocanni Pascoli acquistò la casa “Cardosi-Carrara” a Castelvecchio Pascoli, una frazione del comune di Barga, nella Valle del Serchio, nel quale il poeta Pascoli scrisse le piu’ famose poesie. Oggi la bellezza del luogo e nuovamente minacciata dalla costruzione dell’inceneritore o meglio di un pirogassificatore, nel paese Fornaci di Barga vicino alla case. Ancora una volta, in questi luoghi, la sensibilizzazione di uno sviluppo sostenibile, che tiene conto delle bellezze naturali della vallate di Barga, sembra venire meno. La proposta di un inceneritore fara’ rivoltare sicuramente Giovanni Pascoli nella tomba.

 

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Escursione sul Piz Boé

Il Piz Boè è la vetta più alta del Gruppo del Sella una montagna delle Dolomiti alta 3.152 m. Una meta molto frequentata sopratutto per la facile escursione da Forcella Pordoi al Rifugio Boé, agevolata dalla comoda funivia del Sass Pordoi. Per scelta prendiamo gli impianti solo l’inverno in presenza di neve. In questo caso abbiamo percorso il ripido sentiero che dal Pass Pordoi sale alla Forcella dove si trova il Rifugio Forcella Pordoi , dove abbiamo pernottato godendoci il silenzio dopo la chiusura della funivia, in quanto quasi tutti scendono a valle. Siamo saliti al Piz Boe’ la mattina successiva avendo un bel vantaggio su fiume di gente che sale in funivia con la prima corsa alle 9:00. L’itinerario e’ il classico giro ad anello che abbandona il sentiero numero 627 per salire con il 638 fino alla Capanna Fassa e riscendere verso il Rifugio Boé . Dal Rifugio Boé si ritorna alla Forcella Pordoi con il sentiero 627, bellissimo paesaggio lunare.

Qui puoi trovare il video completo: Escursione sul Piz Boé

 

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Tramonto sulle Dolomiti

Una volta chiusa la Funivia del Sass Pordoi la montagna cade nella sua dimensione solitaria. Essere solo in due a vedere un tramonto sulle dolomiti e’ uno dei regali piu’ belli. Il paesaggio Lunare, una vista infinita mentre il vento ti accarezza.

Non so se il video rende abbastanza ma ci ho provato. Puoi vedere il video qui: Tramonto sulle Dolomiti

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Montemarcello Punta Corvo

Si tratta di una stupenda spiaggia tre le scogliere nel comune di Ameglia. Per raggiungerla c’e’ un bellissimo sentiero con 700 scalini. In estate, per i piu’ pigri, c’e’ un servzio barca che parte da Bocca di Magra e Marinella.

Qui puoi vedere il video: Punta Corvo

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Tragedia del Pollino

Da amante escursionista la Tragedia del Pollino mi ha toccato molto ma quello che veramente non capisco sono le polemiche scaturite. Giornalisti e politici sono alla ricerca di colpevoli. Al momento il torrente in piena ha fatto 10 vittime. Colpa forse dei cambiamenti climatici? Colpa forse delle guide?  Colpa di chi non ha dato l’allerta? Colpa di chi? Il grosso sbaglio sta’ nell’approccio dell’ uomo con la natura. La politica non puo’ regolamentare il mio rapporto con la natura. Il primo responsabile e’ l’uomo stesso. Oggi manca la consapevolezza, perche’ un semplice bagno in mare o gita in montagna, possono essere fatali. Ci vuole conoscenza della natura e il suo rispetto, consapevolezza e responsabilita’.

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