Khamlia Gnawa Music

Khamlia si trova nella parte sud-orientale del Marocco, 7 km a sud di Merzouga, nella provincia di Errachida. La città ha una popolazione di 390 abitanti di etnia gnawa e berbera ed è situata ai piedi delle dune di Erg Chebbi, porta del grande deserto del Sahara.

Il Gnawa di Khamlia ha avuto origine nell’Africa nera con una relazione stretta e di lunga data con il deserto. I loro antenati furono portati dall’Africa centrale e occidentale come schiavi, attraverso il deserto del Sahara in carovane arrivate nella parte sud-orientale del Marocco.

Dopo la loro emancipazione dalla schiavitù, sopravvissero come nomadi che si muovevano regolarmente alla ricerca di una terra favorevole per le loro mandrie. Intorno agli anni ’50 e ’60 hanno iniziato a stabilirsi con i nomadi berberi nelle città o nelle aree urbane in crescita. È così che è stata fondata Khamlia. Da allora le principali fonti di reddito sono l’agricoltura, l’allevamento del bestiame e ultimamente anche il turismo.

Le persone sono calde, gentili e rilassate e grazie alla loro cultura musicale, ai loro costumi sociali e alle loro tradizioni, svolgono un ruolo unico in Marocco.

 

La musica di Khamlia, nelle mani della tribù Gnawa, è l’essenza del luogo. La musica è leggendaria dai loro antenati, preservata dalla loro terra d’origine e ancora suonata in modo tradizionale.

Tu puoi sentire la loro musica nel mio video: Groupe des Bambaras

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A Night storm in the Desert

A Night storm in the Desert

Senza dubbio Dio e’ il miglior pittore e nonostante le nuvole hanno coperto il cielo stellato, abbiamo potutto godere di un evento raro, accolto e aspettato dai locali: la pioggia. Se la notte e’ stata buia, l’alba ha regalato uno spettacolo di colori unico.

Puoi vedere il video con il lampo nel deserto al seguente link: A Night in the Desert

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Inceneritore Barga – Pascoli si starà rivoltando nella tomba

“Dov’era l’ombra, or se la quercia spande
morta, né più coi turbini tenzona.
La gente dice: “Or vedo: era pur grande!”

Pendono qua e là dalla corona
i nidietti della primavera.
Dice la gente: “Or vedo: era pur buona!”

Ognuno loda, ognuno taglia. A sera
ognuno col suo grave fascio va.
Nell’aria, un pianto… d’una capinera
che cerca il nido che non troverà.” La quercia caduta – Giovanni Pascoli

Giocanni Pascoli acquistò la casa “Cardosi-Carrara” a Castelvecchio Pascoli, una frazione del comune di Barga, nella Valle del Serchio, nel quale il poeta Pascoli scrisse le piu’ famose poesie. Oggi la bellezza del luogo e nuovamente minacciata dalla costruzione dell’inceneritore o meglio di un pirogassificatore, nel paese Fornaci di Barga vicino alla case. Ancora una volta, in questi luoghi, la sensibilizzazione di uno sviluppo sostenibile, che tiene conto delle bellezze naturali della vallate di Barga, sembra venire meno. La proposta di un inceneritore fara’ rivoltare sicuramente Giovanni Pascoli nella tomba.

 

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Escursione sul Piz Boé

Il Piz Boè è la vetta più alta del Gruppo del Sella una montagna delle Dolomiti alta 3.152 m. Una meta molto frequentata sopratutto per la facile escursione da Forcella Pordoi al Rifugio Boé, agevolata dalla comoda funivia del Sass Pordoi. Per scelta prendiamo gli impianti solo l’inverno in presenza di neve. In questo caso abbiamo percorso il ripido sentiero che dal Pass Pordoi sale alla Forcella dove si trova il Rifugio Forcella Pordoi , dove abbiamo pernottato godendoci il silenzio dopo la chiusura della funivia, in quanto quasi tutti scendono a valle. Siamo saliti al Piz Boe’ la mattina successiva avendo un bel vantaggio su fiume di gente che sale in funivia con la prima corsa alle 9:00. L’itinerario e’ il classico giro ad anello che abbandona il sentiero numero 627 per salire con il 638 fino alla Capanna Fassa e riscendere verso il Rifugio Boé . Dal Rifugio Boé si ritorna alla Forcella Pordoi con il sentiero 627, bellissimo paesaggio lunare.

Qui puoi trovare il video completo: Escursione sul Piz Boé

 

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Tramonto sulle Dolomiti

Una volta chiusa la Funivia del Sass Pordoi la montagna cade nella sua dimensione solitaria. Essere solo in due a vedere un tramonto sulle dolomiti e’ uno dei regali piu’ belli. Il paesaggio Lunare, una vista infinita mentre il vento ti accarezza.

Non so se il video rende abbastanza ma ci ho provato. Puoi vedere il video qui: Tramonto sulle Dolomiti

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Montemarcello Punta Corvo

Si tratta di una stupenda spiaggia tre le scogliere nel comune di Ameglia. Per raggiungerla c’e’ un bellissimo sentiero con 700 scalini. In estate, per i piu’ pigri, c’e’ un servzio barca che parte da Bocca di Magra e Marinella.

Qui puoi vedere il video: Punta Corvo

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Tragedia del Pollino

Da amante escursionista la Tragedia del Pollino mi ha toccato molto ma quello che veramente non capisco sono le polemiche scaturite. Giornalisti e politici sono alla ricerca di colpevoli. Al momento il torrente in piena ha fatto 10 vittime. Colpa forse dei cambiamenti climatici? Colpa forse delle guide?  Colpa di chi non ha dato l’allerta? Colpa di chi? Il grosso sbaglio sta’ nell’approccio dell’ uomo con la natura. La politica non puo’ regolamentare il mio rapporto con la natura. Il primo responsabile e’ l’uomo stesso. Oggi manca la consapevolezza, perche’ un semplice bagno in mare o gita in montagna, possono essere fatali. Ci vuole conoscenza della natura e il suo rispetto, consapevolezza e responsabilita’.

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Crollo Ponte Morandi

Chi non ha fatto almeno una volta il ponte di ponte di Brooklyn genovese?

Quando lavoravo a Torino era una tappa obbligata. Se dalla Toscana vuoi andare in Piemonte, Francia, Spagna, diciamolo chiaro: non ci sono alternative, devi fare il Ponte Morandi che attraversa Genova, pagando anche una bella cifra alla società autostrade. Ho sempre cercato di attraversare il ponte velocemente ma spesso ho trovato la fila, cosa che mi inquietava. Ma come fa’ a cadere un ponte che oltre ad unire Genova e’ un nodo cruciale della viabilita’ d’Italia? Le risposte stanno arrivando gia’ dalla politica, con le solite polemiche e dai quei giornalisti che fanno sciacallaggio mediatico. Prima ci dovrebbe essere il rispetto per quelle persone che hanno perso la vita, vedendosi la strada volare giu’, come volate sono le loro vite ingiustamente. Morti ingiuste come tante altre morti che ci sono state; causate da disastri che si potevano evitare. Non le menziono perche’ la lista sarebbe lunghissima. Ma in conclusione dove sta’ il colpevole? A mia modesto parere da umile Geometra l’ingegnere Riccardo Morandi progetto’ un’opera innovativa per l’epoca. Ricordiamo che il problema era l’attraversamento del fiume fiume Polcevera con gravi problemi di esondazione. Negli anni 60 il progetto di calcestruzzo armato precompresso era la soluzione piu’ avanzata. Negli anni successivi si e’ capito che certi strutture in cemento armato hanno un ciclo vitale breve e necessitano di molta e onerosa manutenzione. Riccardo Morandi che nemmeno poteva prevedere il passaggio e il carico dei giorni nostri, era il figlio del concetto che con il cemento si risolveva tutto. L’ Italia e’ stava invasa dal cemento, con il cemento armato sono state fatte anche le case sismiche che poi crollano come cartoline. Praticamente sono 100 anni che in Italia si costruisce male pensando di farlo bene. Quanti ponti, viadotti, quante case costruite negli anni 60 che sono ormai vecchie. Considerando poi il rischio sismico oltre a quello idrogeologico sembra assurdo vedere dei piloni alti 90 metri sopra i tetti delle case. Diciamo la verita’ Genova e’ una citta’ dove la natura e’ stata umiliata, come se l’uomo fosse sopra di essa. Cemento che si alza verso il celo e copre corsi d’acqua. Non c’e’ piu’ spazio per la natura. Ma l’uomo non fa parte della natura? In quanti parti d’Italia lo spazio verde viene consumato per gettare asfalto e cemento, nel nome di un progresso che in realta’ e’ un regresso, la cui eredita’ sara’ povera. I nostri figli giocheranno su un campo non verde, respireranno l’aria filtrata da una anvanzata centrale a biomasse, vedranno un orizzonte dove il cemento copre ogni cosa. Tutti questi disastri nascono da un concetto sbagliato. Non dovrei avere paura ad attraversare un ponte, non dovrei avere paura a stare in casa perche’ un ponte casca o un treno deraglia (Strage di Viareggio) non dovrei avere paura dei terremoti, ne dei torrenti in piena. Non dovrei avere paura.

 

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Neve sulla Marmolada 21 Luglio 2018

Neve eccezionale sulla Marmolada 21 Luglio 2018

Puoi vedere il video: Neve sulla Marmolada

 

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Eclissi di Luna

Foto della piu’ lunga eclissi di Luna del secolo 27 Luglio 2018

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