Monthly Archives: October 2017

Una baita in montagna

baita montagna

Il lavoro mi porta sempre lontano ma questa sarebbe la mia casa ideale. Una baita in montagna.

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Brian Storm at Hasting Pier

Brian-storm

Sequenza di ondata che passa il pontile di Hastings

Storm-Brian

durante Brian storm

Hastings-Pier

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Uragano Ophelia

Ophelia Red Sun

Fortunatamente Ophelia non ha colpito la costa Sud orientale dell’Inghilterra ma un cielo d’apocalisse ci ha accompagnato per due giorni. Buio alle tre di pomeriggio e cielo rosso. Un sole sempre timido  e una apparente calma.

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I miei primi 4000 metri

Cosa porta a salire i 4000 metri non lo so. Quello che posso dire e che si tratta di una esperienza bellissima.

Paolo Nuti i miei primi 4000

La quota in se stessa non e` la cosa fondamentale. Salire una montagna e` come vivere la vita. Ci sono strade da scegliere e la montagna offre spesso una via migliore come nella vita. Bisogna sapere scegliere. Jbel Toubkal, con i suoi 4.167 metri, e` la montagna piu` alta della catena dell’Atlante e di tutto il Nord Africa. Questa montagna non e` sola, ha altre due sorelle che superano i 4000. Ma perche` il Toubkal? Ci sono diversi motivi. Il primo riguarda il paesaggio selvaggio sopratutto si tratta di un monte che non e` stato violato da impianti sciistici. Tutto si guadagna con le proprie gambe. Il secondo motivo riguarda la facilita` dove nei mesi estivi manca la presenza del ghiaccio. Questo non vuol dire che sia una passeggiata. Come ogni monte il Toubkal ha bisogno del suo rispetto. Visto le ore di cammino previste ma sopratutto l’altitudine io e Sara abbiamo optato per prendere una guida locale attraverso il riad dove abbiamo pernottato la prima notte. Il riad si trova a Imlil a circa 1800 metri ed e’ raggiungibile solo a piedi. La macchina va lasciata in uno dei piccoli parcheggi del villaggio. Grazie al cambio i prezzi sono veramente bassi e per favorire l’economia locale abbiamo scelto l’opzione completa che oltre alla guida comprende il mulo e il cuoco che si sono fermati al Refuge Les Mouflons. Si tratta di un rifugio a quota 3200.

Refuge Les Mouflons

Questa e’ la nostra piccola spedizione con cui abbiamo condiviso questa stupenda esperienza. Qui a differenza della Alpi dove moderne funivie ti portano in quota e` bello vedere il paesaggio montano nella forma piu` originale. Non ci sono fili che deturpano l’ambiente ma cacche di asino per terra a fare la differenza.

Asino dei Berberi

Abbiamo incontrato diversi piccolo villaggi berberi. Durante la salita al rifugio durata circa 5 ore la guida ci chiedeva se avevamo mal di testa. Fortunatamente entrambi non abbiamo avuto brutti sintomi dovuti all’altitudine a arte il fiato che cala man mano che sali. La notte al rifugio e’ stata molto originale. Chiaramente tutte le persone sono escursioniste e condividono la stessa tua passione. Fortunatamente no internet e il gruppo elettrogeno viene staccato alla 9 la sera. La sveglia e’ stata alle 3.30 la mattina. Scendere dal letto al castello a quell’ora e’ stata una impresa. Luce led sulla testa, visto che il rifugio e’ al buio e una veloce colazione. Vestiti a strati, cappello e guanti siamo usciti. Il primo spettacolo era sopra le nostre teste. Un buio totale e un cielo stellato. Spuntavano le stelle dietro l’enorme vetta, sembrava quasi di poterle toccare. Ogni passo era pesante, la salita ripida, l’altitudine si faceva sentire fino a quando spunta l’aurora. La bellezza ti abbaia gli occhi e almeno per me la stanchezza si faceva sentire meno. Ti lascio immaginare la bellezza col cambio continuo di luce e panorami.

Alba sul Toubkal

Arrivati al Tizi n Toubkal 3940 metri la guida ci fa sostare e vestire ulteriormente. Sara comincia ad avere freddo ed essere molto stanca. Io euforico piango un po dalla gioia ma allo stesso tempo comincio a pensare che forse dobbiamo scendere. Non riesco a capire la cosa migliore per Sara. Grazie alla guida che capisce le condizioni raggiungiamo la vetta.

Jbel Toubkal

Sembrava di essere sul tetto del mondo. Da una parte Marrakech fino all’oceano, dall’altra il deserto del Sahara.

Mount Toubkal

Un duro obbiettivo raggiunto per ognuno di noi. Non so spiegarti bene le emozioni che sentivo. Forse solo se hai provato una simile esperienza puoi capirmi. Mi sono sentito vivo e devo ringraziare Dio per avermi dato questa opportunita`. Se l’obbiettivo era raggiunto ora ci aspettava una lunga discesa. Oltre 2367 metri di dislivello per raggiungere il riad del pernottamento. Se l’euforia non mi ha fatto sentire la fatica degli ultimi 100 metri in salita, la discesa grazie ai nuovi scarponi che non avevo collaudato, mi causa l’emoragia subungueale. L’alluce rosso sangue come ricordo per chissa` quanto tempo?

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