Category Archives: Critica

William Forrester

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Finding Forester sicuramente un film un pò datato uscito nel 2000 diretto da Gus Van Sant, con Sean Connery.

Consiglio di vederlo e di rivederlo per chi l’ha già visto, perchè in esso troviamo tutti i temi attuali odierni. Mi piace molto l’immagine dello scrittore William Forrester che se non lo conosci, non ti meravigliare, perché William Forrester non esiste. Forrester è il personaggio principale del film “Scoprendo Forrester” dove da dei consigli al giovane Jamal Wallace, giovane di colore che sogna di diventare scrittore. Senza dubbio il consiglio più bello è: “La prima stesura si scrive col cuore, la seconda con la testa”. Grazie alla scrittura i due personaggi diventano amici e si aiutano a vicenda superando i pregiudizi. L’altro consiglio sicuramente da seguire: “Leggere porcherie come dessert”.

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Morto lo scrittore Umberto Eco

Umberto Eco è stato un semiologo, filosofo e scrittore italiano.

Su Facebook come spesso accade quando muore un personaggio famoso c’è  la famosa carrellata di post dove ognuno esprime un pensiero.

Bene, io però non sono d’accordo con il suo pensiero: “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”

forse ha sbagliato forma, era meglio dire:

“Sui Social Network ci scrivono legioni di imbecilli non dategli retta,riflettete!”

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Sanremo Ezio Bosso

Sanremo Ezio Bosso

Musica, condivisione, passione, sogno, magia…

Vedo in questa persona un legame con Giacomo Puccini: Amore, melodia, musica. Scarseggiano oggi…!

Grande lezione di vita!

Video integrale Folowing a bird

#‎EzioBosso‬ ‪#‎Sanremo‬

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“Miriordo” Egisto Malfatti

Egisto Malfatti

In questo giorno di Carnevale, lontano dalla mia città natale “Miriordo” il poeta cantautore Egisto Malfatti che in una vecchia canzone “Cento case e una via” ricordava che “Chi s’arrabatta all’estero vol dì che è nato qui”.

Il Carnevale di Viareggio è conosciuto sopratutto per i grandi carri allegorici che sfilano sul lungomare, ma esiste una vera è propria tradizione fatta di poesie e note. Ancora lungo i corsi mascherati a Carnevale si sentono vecchie canzoni di inizio 900 fino a quelle dei giovani cantautori odierni. Egisto Malfatti morto nel settembre 1997 rimane il maestro per tutti:  poeta, attore teatrale, cantautore e regista italiano. La sua attività artistica è principalmente legata al Carnevale di Viareggio ed in special modo al sua manifestazione teatrale chiamata Festa della Canzonetta.

“Miriordo” mio padre, Umberto Nuti, che faceva volontariato in una casa di riposo chiamata affettuosamente dai Viareggini “Poveri vecchi” dove Egisto ha visto chiudersi per l’ultima volta il sipario. Nato oltre cento anni prima ha regalato a Viareggio poesie uniche che ogni città vorrebbe dedicata.

Oggi “Miriordo” una di queste poesie:

“Primavera son verdi le foglie, son verdi le voglie, son verdi i perché.
Con il sole che bacia le soglie odiate spardiglie non fate per me.
Oggi è il giorno di San Benedetto e sotto il mio tetto sapete che c’è,
c’è una rondine bianca sul petto c’è un nido già fatto venite a vede’.

Colle fave c’è bono il formaggio profuma Viareggio di rose e pansè;
ogni sera nel bene di Maggio d’amore un messaggio purissimo c’è.
O gran madre del Cielo Regina Viareggio s’inchina prostrato ai tuoi pie’,
io però le cantavo bambina perché la scambiavo Beppina per te.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Al Balena ci vanno i signori Salviati, Ginori, Bertolli e Garè,
al Colombo curati e priori, le monache al Dori dal tocco alle tre.
Pattaioni bisunti arroganti un vò più bagnanti però sai com’è
semo poveri i debiti èn tanti sensali su canti pensate anche a me.

Ferragosto cornetti e briosce, fra puppore e cosce la ciccia che c’è.
Il patino, signora, non esce col mare che cresce rimane dov’è.
In carrozza, da Berto guidata, da pogo è passata Madama Dorè
co’ budelli dell’ultima ondata va in giro agghindata per falli vedè.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Grigio autunno languori d’amore le sere per ore si stamo a guarda’.
Se domani ti porto a fà more tu’ madre se occorre Che cosa dirà?
Non badare se Egisto t’attesta, non dire mai basta fin lì ci poi sta’,
Ma se vol qualcos’altro, Mercede lu’ prima di gode ti deve sposà.

Di mi’ padre le lettere stinte che scrisse dal fronte pensando a mi ma’.
Delle giostre le donne dipinte dell’ottovolante la velocità.
Del balletto, il costume azzardato del cinema muto le fatue beltà.
Il sapore del primo peccato da me confessato, ma solo a metà.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Un presepio col Bamboro rotto ci vole il panciotto col freddo che fa.
La scabodda, la strega, linchetto l’orribile aspetto dell’eternità.
La mi’ nonna sdraiata sul letto, l’impiastro sul petto, la tosse che ha!
Le’ vorrebbe arrivà a novantotto, ma il medico ha detto che un ce la farà.

La civetta ha cantato stanotte spirata è alle sette l’Adele del Re
e in cucina da quando èn le sette che odore di latte bruciato che c’è!
Una croce, un lumino, un ritratto, du’ fiori, uno scritto lì dentro chi c’è?
C’è la vita; la vita, oh bimbetto, che tutt’ad un tratto s’è messa a sede’.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.” – Egisto Malfatti

Vedi il video storico “Miriordo” .

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Letture consigliate – Annalisa Seveso – autrice

Spesso sento molti lamentarsi di Facebook, sopratutto per quanto riguarda informazioni condivise. Da sempre ho sostenuto che un uso corretto di questo strumento può aprire un mondo di sensazionali scoperte, permettendoti di conoscere persone che condividono gli stessi interessi. Per quanto riguarda la letteratura mi permetto oggi di consigliare tre libri della autrice Annalisa Seveso:

Giglio di ghiaccio

Il vento e il rimorso

Quando il sole muore

I titoli colpiscono e fanno già capire lo spessore di questo autore.

Buona lettura.

 

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Macbeth Film

macbeth

Ho visto il film in lingua originale, grazie alla conosciuta trama, ho potuto gustare le favolose immagini della Scozia, ma non avendo capito tutti i passaggi, devo astenermi nel dare una critica oggettiva. Quando un registra sceglie di portare in scena un grande classico il rischio è direttamente proporzionale al peso dell’autore e dell’opera chiamata in causa. In questo caso si tratta di Macbeth e l’autore in causa è nientemeno che William Shakespeare. Fortunatamente la violenza è smussata in alcuni momenti chiave. Nel complesso lo trovo interessante, sopratutto per il fatto che mi sono trovato completamente immerso nel dramma di Shakespeare.

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I pilastri della Terra

I pilastri della Terra

(The Pillars of the Earth) è il best seller pubblicato nel 1989 dallo scrittore britannico Ken Follett, ovvero uno dei miei libri preferiti. Ancora oggi quando mi trovo davanti ad una tipica chiesa inglese mi viene da pensare ai personaggi di questo libro. Trovo geniale come l’autore intreccia la storia dei vari personaggi, e tiene sempre alta l’attenzione sui vari episodi. Un libro che ti prende fino alla fine, dove le circa 1000 pagine scorrono facilmente senza accorgersene. Lo scrittore più che descrivere il medioevo ti ci tuffa dentro.  La costruzione di una cattedrale diventa un vero obbiettivo e ti rendi conto che non sei più un semplice spettatore che vede lo scontro tra la nobiltà  e la nascente borghesia. Un vero pilastro nel mondo dei romanzi.

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Everest

Everest

Ieri sera, come appassionato di montagna, ho visto il film Everest in lingua originale. Non nascondo che qualche passaggio in lingua inglese non l’ho capito, ma la trama è abbastanza semplice rifacendosi al libro Aria sottile di Jon Krakauer. Nonostante il film fosse in 3D non mi è piaciuto eccessivamente come avrei pensato. Forse sono stato condizionato dall’intervista di Messner dove afferma che in questo film manca l’attore principale: la montagna. Lo stesso Messner sostiene che la tragedia del 1996 non fu una semplice disgrazia ma frutto del settore turistico che ancora oggi porta in cima persone impreparate. Se hai soldi puoi scalare l’Everest concetto molto lontano dal giusto rapporto con la montagna. Con molta umiltà io sono solo un escursionista, ma condivido l’idea di Reinhold Messner, che questo film di Hollywood, non fà conoscere la vera relazione fra uomo e montagna. Nel mio piccolo, ho visto su vette molto inferiori il tipico turismo che porta la massa in montagna. Vedere turisti con infradito su una cima per scattare una semplice fotografia denota il mancato rispetto alla montagna stessa. Salire in cima con un trenino, una cabinovia o con agenzie turistiche che ti portano sull’Everest non è alpinismo. In conclusione, pensavo che questo film parlasse più della relazione uomo e montagna per questo non mi ha entusiasmato.

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I Canti di Castelvecchio – Pania – Giovanni Pascoli

gruppo panie

“O monte, che regni tra il fumo
del nembo, e tra il lume degli astri,
tu nutri nei poggi il profumo
di timi, di mente e mentastri.
Tu pascoli le api, o gigante:
tu meni nei borri profondi
la piccola greggia ronzante.
Sei grande, sei forte: e dai cavi
tuoi massi tu gemi, tu grondi
del limpido flutto dei favi.
Sei buono tu, grande tra i grandi:
né spregi la nera capanna.
Al pio boscaiolo tu mandi
sovente la ricca tua manna.
Gli mandi un tuo sciame, che scende
giù giù per la valle remota,
qual tremulo nuvolo, e splende.
Lo segue un tumulto canoro;
ché timpani, cembali, crotali
chiamano il nuvolo d’oro.”

Descrizione della Pania – Giovanni Pascoli dalla raccolta “I Canti di Castelvecchio”. Il poeta fece di Castelvecchio, vicino a Barga, il suo “cantuccio”. Un piccolo rifugio dove poteva isolarsi e ammirare la natura dall’altana.

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Gli strani intrecci della vita – Impressionismo

Le caffe le soir - Van Gogh

Durante un evento negativo e violento come un incidente stradale, delle forze soprannaturali come angeli ti fanno incontrare delle persone speciali e la vita diventa un intreccio inusuale. E’ come se Dio vedesse un quadro dipinto dal lato giusto e noi uomini dal lato opposto! Si scorge un disegno senza capire il vero significato. Tele, colori, intrecci…, solo il giorno che vedremo il quadro frontalmente riusciremo a capire l’0bbiettivo della nostra vita. I miei soccorritori Martinelli e Biagioni sono rispettivamente escursionista e artista pittore. La mia destinazione prima dell’incidente era il Monte Pania regina delle Apuane. Improvvisamente la destinazione diventò il pronto soccorso. Durante il viaggio in ambulanza sentire parlare un escursionista e amante dello stesso monte fù confortante. Andare lassù sul Pania ha un significato. Ognuno forse ha il suo significato. Tutti però hanno in comune una cosa: amare quel monte. L’amore è una delle forze più grandi in natura. Una natura che ha sedotto Emanuele Biagioni pittore impressionista. La sua arte parte proprio da quei monti: Pania, Forato, Apuane. Improvvisamente scopro di avere qualcosa in comune con i mei soccorritori. La stessa fonte di inspirazione: paesaggio, monti, natura. Il mio pensiero va magicamente a qualche giorno indietro dove in una cittadina francese Arles seguivo le location dove un pittore ha dipinto dei famosi dipinti. L’artista non era ben visto dagli abitanti di quella città. Sto parlando di Van Gogh. Tra la ricerca del “Le caffè le soir” e “La nuit etoilee” oggi cerco di capire la percezione della realtà dell’artista Biagioni in un intreccio di vita totalmente inaspettato: emanuelebiagioni.it. Colori Autunnali, Pioggia sul mare, Nevicata di marzo e il Duomo di Barga, riproducono una natura vibrante e armoniosa. Come per magia, ora riesco a vedere il dipinto dal lato giusto.

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