Category Archives: Critica

Tragedia del Pollino

Da amante escursionista la Tragedia del Pollino mi ha toccato molto ma quello che veramente non capisco sono le polemiche scaturite. Giornalisti e politici sono alla ricerca di colpevoli. Al momento il torrente in piena ha fatto 10 vittime. Colpa forse dei cambiamenti climatici? Colpa forse delle guide?  Colpa di chi non ha dato l’allerta? Colpa di chi? Il grosso sbaglio sta’ nell’approccio dell’ uomo con la natura. La politica non puo’ regolamentare il mio rapporto con la natura. Il primo responsabile e’ l’uomo stesso. Oggi manca la consapevolezza, perche’ un semplice bagno in mare o gita in montagna, possono essere fatali. Ci vuole conoscenza della natura e il suo rispetto, consapevolezza e responsabilita’.

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Crollo Ponte Morandi

Chi non ha fatto almeno una volta il ponte di ponte di Brooklyn genovese?

Quando lavoravo a Torino era una tappa obbligata. Se dalla Toscana vuoi andare in Piemonte, Francia, Spagna, diciamolo chiaro: non ci sono alternative, devi fare il Ponte Morandi che attraversa Genova, pagando anche una bella cifra alla società autostrade. Ho sempre cercato di attraversare il ponte velocemente ma spesso ho trovato la fila, cosa che mi inquietava. Ma come fa’ a cadere un ponte che oltre ad unire Genova e’ un nodo cruciale della viabilita’ d’Italia? Le risposte stanno arrivando gia’ dalla politica, con le solite polemiche e dai quei giornalisti che fanno sciacallaggio mediatico. Prima ci dovrebbe essere il rispetto per quelle persone che hanno perso la vita, vedendosi la strada volare giu’, come volate sono le loro vite ingiustamente. Morti ingiuste come tante altre morti che ci sono state; causate da disastri che si potevano evitare. Non le menziono perche’ la lista sarebbe lunghissima. Ma in conclusione dove sta’ il colpevole? A mia modesto parere da umile Geometra l’ingegnere Riccardo Morandi progetto’ un’opera innovativa per l’epoca. Ricordiamo che il problema era l’attraversamento del fiume fiume Polcevera con gravi problemi di esondazione. Negli anni 60 il progetto di calcestruzzo armato precompresso era la soluzione piu’ avanzata. Negli anni successivi si e’ capito che certi strutture in cemento armato hanno un ciclo vitale breve e necessitano di molta e onerosa manutenzione. Riccardo Morandi che nemmeno poteva prevedere il passaggio e il carico dei giorni nostri, era il figlio del concetto che con il cemento si risolveva tutto. L’ Italia e’ stava invasa dal cemento, con il cemento armato sono state fatte anche le case sismiche che poi crollano come cartoline. Praticamente sono 100 anni che in Italia si costruisce male pensando di farlo bene. Quanti ponti, viadotti, quante case costruite negli anni 60 che sono ormai vecchie. Considerando poi il rischio sismico oltre a quello idrogeologico sembra assurdo vedere dei piloni alti 90 metri sopra i tetti delle case. Diciamo la verita’ Genova e’ una citta’ dove la natura e’ stata umiliata, come se l’uomo fosse sopra di essa. Cemento che si alza verso il celo e copre corsi d’acqua. Non c’e’ piu’ spazio per la natura. Ma l’uomo non fa parte della natura? In quanti parti d’Italia lo spazio verde viene consumato per gettare asfalto e cemento, nel nome di un progresso che in realta’ e’ un regresso, la cui eredita’ sara’ povera. I nostri figli giocheranno su un campo non verde, respireranno l’aria filtrata da una anvanzata centrale a biomasse, vedranno un orizzonte dove il cemento copre ogni cosa. Tutti questi disastri nascono da un concetto sbagliato. Non dovrei avere paura ad attraversare un ponte, non dovrei avere paura a stare in casa perche’ un ponte casca o un treno deraglia (Strage di Viareggio) non dovrei avere paura dei terremoti, ne dei torrenti in piena. Non dovrei avere paura.

 

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William Forrester

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Finding Forester sicuramente un film un pò datato uscito nel 2000 diretto da Gus Van Sant, con Sean Connery.

Consiglio di vederlo e di rivederlo per chi l’ha già visto, perchè in esso troviamo tutti i temi attuali odierni. Mi piace molto l’immagine dello scrittore William Forrester che se non lo conosci, non ti meravigliare, perché William Forrester non esiste. Forrester è il personaggio principale del film “Scoprendo Forrester” dove da dei consigli al giovane Jamal Wallace, giovane di colore che sogna di diventare scrittore. Senza dubbio il consiglio più bello è: “La prima stesura si scrive col cuore, la seconda con la testa”. Grazie alla scrittura i due personaggi diventano amici e si aiutano a vicenda superando i pregiudizi. L’altro consiglio sicuramente da seguire: “Leggere porcherie come dessert”.

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Morto lo scrittore Umberto Eco

Umberto Eco è stato un semiologo, filosofo e scrittore italiano.

Su Facebook come spesso accade quando muore un personaggio famoso c’è  la famosa carrellata di post dove ognuno esprime un pensiero.

Bene, io però non sono d’accordo con il suo pensiero: “I social permettono alle persone di restare in contatto tra loro, ma danno anche diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano al bar dopo un bicchiere di vino e ora hanno lo stesso diritto di parola dei Premi Nobel”

forse ha sbagliato forma, era meglio dire:

“Sui Social Network ci scrivono legioni di imbecilli non dategli retta,riflettete!”

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Sanremo Ezio Bosso

Sanremo Ezio Bosso

Musica, condivisione, passione, sogno, magia…

Vedo in questa persona un legame con Giacomo Puccini: Amore, melodia, musica. Scarseggiano oggi…!

Grande lezione di vita!

Video integrale Folowing a bird

#‎EzioBosso‬ ‪#‎Sanremo‬

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“Miriordo” Egisto Malfatti

Egisto Malfatti

In questo giorno di Carnevale, lontano dalla mia città natale “Miriordo” il poeta cantautore Egisto Malfatti che in una vecchia canzone “Cento case e una via” ricordava che “Chi s’arrabatta all’estero vol dì che è nato qui”.

Il Carnevale di Viareggio è conosciuto sopratutto per i grandi carri allegorici che sfilano sul lungomare, ma esiste una vera è propria tradizione fatta di poesie e note. Ancora lungo i corsi mascherati a Carnevale si sentono vecchie canzoni di inizio 900 fino a quelle dei giovani cantautori odierni. Egisto Malfatti morto nel settembre 1997 rimane il maestro per tutti:  poeta, attore teatrale, cantautore e regista italiano. La sua attività artistica è principalmente legata al Carnevale di Viareggio ed in special modo al sua manifestazione teatrale chiamata Festa della Canzonetta.

“Miriordo” mio padre, Umberto Nuti, che faceva volontariato in una casa di riposo chiamata affettuosamente dai Viareggini “Poveri vecchi” dove Egisto ha visto chiudersi per l’ultima volta il sipario. Nato oltre cento anni prima ha regalato a Viareggio poesie uniche che ogni città vorrebbe dedicata.

Oggi “Miriordo” una di queste poesie:

“Primavera son verdi le foglie, son verdi le voglie, son verdi i perché.
Con il sole che bacia le soglie odiate spardiglie non fate per me.
Oggi è il giorno di San Benedetto e sotto il mio tetto sapete che c’è,
c’è una rondine bianca sul petto c’è un nido già fatto venite a vede’.

Colle fave c’è bono il formaggio profuma Viareggio di rose e pansè;
ogni sera nel bene di Maggio d’amore un messaggio purissimo c’è.
O gran madre del Cielo Regina Viareggio s’inchina prostrato ai tuoi pie’,
io però le cantavo bambina perché la scambiavo Beppina per te.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Al Balena ci vanno i signori Salviati, Ginori, Bertolli e Garè,
al Colombo curati e priori, le monache al Dori dal tocco alle tre.
Pattaioni bisunti arroganti un vò più bagnanti però sai com’è
semo poveri i debiti èn tanti sensali su canti pensate anche a me.

Ferragosto cornetti e briosce, fra puppore e cosce la ciccia che c’è.
Il patino, signora, non esce col mare che cresce rimane dov’è.
In carrozza, da Berto guidata, da pogo è passata Madama Dorè
co’ budelli dell’ultima ondata va in giro agghindata per falli vedè.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Grigio autunno languori d’amore le sere per ore si stamo a guarda’.
Se domani ti porto a fà more tu’ madre se occorre Che cosa dirà?
Non badare se Egisto t’attesta, non dire mai basta fin lì ci poi sta’,
Ma se vol qualcos’altro, Mercede lu’ prima di gode ti deve sposà.

Di mi’ padre le lettere stinte che scrisse dal fronte pensando a mi ma’.
Delle giostre le donne dipinte dell’ottovolante la velocità.
Del balletto, il costume azzardato del cinema muto le fatue beltà.
Il sapore del primo peccato da me confessato, ma solo a metà.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.

Un presepio col Bamboro rotto ci vole il panciotto col freddo che fa.
La scabodda, la strega, linchetto l’orribile aspetto dell’eternità.
La mi’ nonna sdraiata sul letto, l’impiastro sul petto, la tosse che ha!
Le’ vorrebbe arrivà a novantotto, ma il medico ha detto che un ce la farà.

La civetta ha cantato stanotte spirata è alle sette l’Adele del Re
e in cucina da quando èn le sette che odore di latte bruciato che c’è!
Una croce, un lumino, un ritratto, du’ fiori, uno scritto lì dentro chi c’è?
C’è la vita; la vita, oh bimbetto, che tutt’ad un tratto s’è messa a sede’.

Miriordo è il pensiero che vola, vola verso una favola blu.
Miriordo è quel banco di scuola dove un giorno sedevi anche tu.
E’ la piazza davanti alla Chiesa, è la mia con la tua gioventù,
è la debole lampada accesa, la porta socchiusa sul tempo che fu.” – Egisto Malfatti

Vedi il video storico “Miriordo” .

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Letture consigliate – Annalisa Seveso – autrice

Spesso sento molti lamentarsi di Facebook, sopratutto per quanto riguarda informazioni condivise. Da sempre ho sostenuto che un uso corretto di questo strumento può aprire un mondo di sensazionali scoperte, permettendoti di conoscere persone che condividono gli stessi interessi. Per quanto riguarda la letteratura mi permetto oggi di consigliare tre libri della autrice Annalisa Seveso:

Giglio di ghiaccio

Il vento e il rimorso

Quando il sole muore

I titoli colpiscono e fanno già capire lo spessore di questo autore.

Buona lettura.

 

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Macbeth Film

macbeth

Ho visto il film in lingua originale, grazie alla conosciuta trama, ho potuto gustare le favolose immagini della Scozia, ma non avendo capito tutti i passaggi, devo astenermi nel dare una critica oggettiva. Quando un registra sceglie di portare in scena un grande classico il rischio è direttamente proporzionale al peso dell’autore e dell’opera chiamata in causa. In questo caso si tratta di Macbeth e l’autore in causa è nientemeno che William Shakespeare. Fortunatamente la violenza è smussata in alcuni momenti chiave. Nel complesso lo trovo interessante, sopratutto per il fatto che mi sono trovato completamente immerso nel dramma di Shakespeare.

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I pilastri della Terra

I pilastri della Terra

(The Pillars of the Earth) è il best seller pubblicato nel 1989 dallo scrittore britannico Ken Follett, ovvero uno dei miei libri preferiti. Ancora oggi quando mi trovo davanti ad una tipica chiesa inglese mi viene da pensare ai personaggi di questo libro. Trovo geniale come l’autore intreccia la storia dei vari personaggi, e tiene sempre alta l’attenzione sui vari episodi. Un libro che ti prende fino alla fine, dove le circa 1000 pagine scorrono facilmente senza accorgersene. Lo scrittore più che descrivere il medioevo ti ci tuffa dentro.  La costruzione di una cattedrale diventa un vero obbiettivo e ti rendi conto che non sei più un semplice spettatore che vede lo scontro tra la nobiltà  e la nascente borghesia. Un vero pilastro nel mondo dei romanzi.

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Everest

Everest

Ieri sera, come appassionato di montagna, ho visto il film Everest in lingua originale. Non nascondo che qualche passaggio in lingua inglese non l’ho capito, ma la trama è abbastanza semplice rifacendosi al libro Aria sottile di Jon Krakauer. Nonostante il film fosse in 3D non mi è piaciuto eccessivamente come avrei pensato. Forse sono stato condizionato dall’intervista di Messner dove afferma che in questo film manca l’attore principale: la montagna. Lo stesso Messner sostiene che la tragedia del 1996 non fu una semplice disgrazia ma frutto del settore turistico che ancora oggi porta in cima persone impreparate. Se hai soldi puoi scalare l’Everest concetto molto lontano dal giusto rapporto con la montagna. Con molta umiltà io sono solo un escursionista, ma condivido l’idea di Reinhold Messner, che questo film di Hollywood, non fà conoscere la vera relazione fra uomo e montagna. Nel mio piccolo, ho visto su vette molto inferiori il tipico turismo che porta la massa in montagna. Vedere turisti con infradito su una cima per scattare una semplice fotografia denota il mancato rispetto alla montagna stessa. Salire in cima con un trenino, una cabinovia o con agenzie turistiche che ti portano sull’Everest non è alpinismo. In conclusione, pensavo che questo film parlasse più della relazione uomo e montagna per questo non mi ha entusiasmato.

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